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I seminari di costellazioni familiari e spirituali

Come disporsi verso il seminario?

È molto importante, prima di un seminario, stabilire fra i partecipanti un “patto” o “contratto”: la sospensione del giudizio, in cui tutti abitualmente siamo immersi, fatto che ci impedisce di stare bene con noi stessi e con gli altri. L’accordo è che ciò che si svolge durante un incontro rimane protetto e tutti i partecipanti sono tenuti a mantenere l’assoluto riserbo.

Un seminario di Costellazioni familiari è un’occasione preziosa per entrare in contatto con altre persone, per le quali possiamo essere molto utili nel momento in cui fungiamo da rappresentanti nella loro costellazione e possiamo vivere con loro un’esperienza umana e spirituale veramente unica.

Lo svolgimento di un seminario di costellazioni familiari

Ci si siede in cerchio, conduttore e partecipanti. Lo spazio in cui si lavorerà, o palcoscenico, è delimitato da tutti i partecipanti al seminario seduti in cerchio.
Solitamente si apre il seminario con una fase di raccoglimento e poi il facilitatore invita un partecipante a sedersi accanto a lui per lavorare sul tema che gli sta a cuore.
Accanto al facilitatore o conduttore c’è un posto vuoto, in cui si metterà a sedere di volta in volta il partecipante che desidera presentare il suo tema, o meglio, il partecipante che il conduttore identifica come pronto a lavorare su un determinato aspetto: tutti avrebbero voglia, e subito, di rappresentare il proprio tema, ma, in ultima analisi, è il conduttore a stabilire se è o meno opportuno farlo in quel determinato momento.
La persona espone con essenzialità i fatti e a quel punto il conduttore sceglie tra chi si offre di partecipare a quel lavoro i rappresentanti che occorrono.
Lentamente, i rappresentanti prendono posto sul palcoscenico, lasciandosi guidare dal loro movimento interiore. In questa fase iniziale è frequente che la persona assista alla costellazione familiare dall’esterno, seduto accanto al conduttore. Sul palcoscenico è sostituito da un rappresentante.
A partire dal momento in cui tutti i rappresentanti sono sul palcoscenico si forma il campo morfogenetico.

Approfondimento: cos’è il campo morfogenetico?

Definire il campo morfogenetico è complesso ma allo stesso tempo facile: tutti noi conosciamo il campo elettromagnetico, oppure il campo gravitazionale terrestre. Sono forme di energie invisibili che riguardano e governano il mondo fisico in cui viviamo.
Il campo morfogenetico, invece, riguarda quelle energie invisibili che collegano gli esseri umani gli uni agli altri e che fanno sì che un rappresentante, scelto ad esempio per un fratello, possa avvertire esattamente le stesse emozioni e arrivare ad assumere le emozioni di quello, in quel momento si trova da un’altra parte.
Tutti noi, infatti, siamo persone distinte, ma siamo anche invisibilmente collegati!
Un’immagine concreta per chiarire questo concetto è che tutti noi sappiamo che cosa sono i cellulari, e sappiamo anche che essi possono comunicare fra loro grazie ad una rete invisibile, che però esiste. Senza di essa, non funzionerebbero. Lo stesso per gli esseri viventi: sono collegati da una rete invisibile, grazie alla quale possiamo lavorare con il metodo delle Costellazioni familiari.

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