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I seminari di costellazioni familiari e spirituali

Come disporsi verso il seminario?

È molto importante, prima di un seminario, stabilire fra i partecipanti un “patto” o “contratto”: la sospensione del giudizio, in cui tutti abitualmente siamo immersi, fatto che ci impedisce di stare bene con noi stessi e con gli altri. L’accordo è che ciò che si svolge durante un incontro rimane protetto e tutti i partecipanti sono tenuti a mantenere l’assoluto riserbo.

Un seminario di Costellazioni familiari è un’occasione preziosa per entrare in contatto con altre persone, per le quali possiamo essere molto utili nel momento in cui fungiamo da rappresentanti nella loro costellazione e possiamo vivere con loro un’esperienza umana e spirituale veramente unica.

Lo svolgimento di un seminario di costellazioni familiari

  • Ci si siede in cerchio, conduttore e partecipanti. Lo spazio in cui si lavorerà, o palcoscenico, è delimitato da tutti i partecipanti al seminario.
  • Solitamente si apre il seminario con una fase di raccoglimento e poi il costellatore invita un partecipante a sedersi accanto a lui per lavorare sul tema che gli sta a cuore.
    Accanto al facilitatore o conduttore infatti c’è un posto vuoto, in cui si metterà a sedere di volta in volta il partecipante che desidera presentare il suo tema, o meglio, il partecipante che pronto per lavorare su un determinato aspetto.
  • La persona espone con essenzialità i fatti e a quel punto il conduttore sceglie gli elementi giusti a rappresentare la tematica fra le persone che si offrono di partecipare.
  • Lentamente, i rappresentanti prendono posto sul palcoscenico, lasciandosi guidare dal loro movimento interiore.
  • A partire dal momento in cui tutti i rappresentanti sono sul palcoscenico si forma il campo morfogenetico.

Approfondimento: cos’è il campo morfogenetico?

Definire il campo morfogenetico è complesso ma allo stesso tempo facile: tutti noi conosciamo il campo elettromagnetico, oppure il campo gravitazionale terrestre. Sono forme di energie invisibili che riguardano e governano il mondo fisico in cui viviamo.

Il campo morfogenetico, nello specifico, riguarda quelle energie invisibili che collegano gli esseri umani gli uni agli altri e che fanno sì che un rappresentante nella costellazione, scelto ad esempio per un fratello, possa avvertire esattamente le stesse emozioni e arrivare ad assumere le emozioni di quello, che si trova da un’altra parte.
Tutti noi siamo persone distinte, ma siamo anche invisibilmente collegati!

Un’immagine concreta per chiarire questo concetto è che tutti noi sappiamo che cosa sono i cellulari, e sappiamo anche che essi possono comunicare fra loro grazie ad una rete invisibile, che però esiste. Senza di essa, non funzionerebbero. Lo stesso per gli esseri viventi: sono collegati da una rete invisibile, grazie alla quale possiamo lavorare con il metodo delle Costellazioni familiari.

Il concetto di collegamento tra individui a livello di memoria risale a Carl Gustav Jung, il celeberrimo studioso svizzero, che lo ha teorizzato come coscienza collettiva, mentre Sheldrake ha avanzato una teoria biologica osservando gli embrioni delle varie specie che all’inizio sono tutti simili, ma per il pacchetto di informazioni che racchiudono si determinano in modo diverso. 

Sheldrake ha descritto un collegamento con il DNA e la memoria della specie.
I ricordi personali non sono immagazzinati solamente nel cervello ma sono registrati in un campi di informazioni più ampi: in quest’ottica ogni individuo attinge alla memoria collettiva della specie a cui appartiene. Si sintonizza per risonanza con i membri anche trapassati e a sua volta contribuisce all’ulteriore sviluppo della specie stessa apportando il frutto delle sue esperienze.

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