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Gli Ordini dell’amore di Bert Hellinger

Bert Hellinger ha scoperto tre leggi fondamentali a base della Vita. Sono estremamente importanti e se seguite possono portare grande serenità. Si tratta degli Ordini dell’amore.

L’ordine dell’appartenenza

Il primo grande ordine dell’amore a fondamento della vita è quello dell’appartenenza: tutti abbiamo lo stesso diritto di appartenere alla famiglia di origine della quale facciamo parte. 
Si tratta di un diritto irrinunciabile, che determina che ognuno appartiene alla propria famiglia per sempre. 

Nessuno può negare ad un altro il diritto di appartenere e l’esclusione di un membro comporta conseguenze gravissime, poiché il sistema è dotato di una memoria che non la consente. Tutti ne fanno parte a prescindere da ciò che può succedere nell’arco dell’esistenza. 
Dove c’è stata importanza e amore, lì c’è diritto di appartenenza. 

Secondo questa prospettiva tutti i fidanzati e i partner di storie importanti fanno parte della nostra famiglia. Cosa succede quando non rispetto questo ordine?

Vi faccio questo esempio:  a 17 anni Erica ha avuto una storia importante con Luca, che è finita male dopo che lui l’ha tradita. Arrabbiata, Erica ha allontanato dalla memoria l’ex che l’aveva fatta tanto soffrire. Invece, energicamente quella persona è collegata a lei e la sua esclusione determina un disordine. 
È fondamentale fare un posto nel cuore a chi ha rappresentato per noi amore; in caso contrario si corre il rischio che la persona esclusa venga ricordata attraverso i partner futuri, che presenteranno le stesse caratteristiche del primo, magari proprio quelle che ci hanno dato più fastidio o che hanno portato alla rottura. 

L’ordine gerarchico

Il secondo ordine dell’amore è quello gerarchico
La gerarchia è l’ordine che ci dice che ognuno di noi occupa il suo posto ben preciso all’interno della famiglia, che sia d’origine o quella che andiamo a creare con il nostro partner. 

Il giusto posto è dato dall’ordine temporale con cui si è entrati a far parte nella famiglia stessa. Così, chi è entrato a farne parte prima ha la precedenza ed è più grande rispetto a chi è entrato dopo ed è più piccolo. I figli sono gli ultimi e devono rimanere al loro posto rispettando chi viene prima con tutto ciò che porta, anche un destino difficile che gli infonde dignità.

Io per te” è una frase interiore per la quale chi viene dopo vuole invece sollevare chi viene prima, normalmente un genitore, dal peso che questi stava portando, in modo da caricarsi questo stesso peso sulle proprie spalle. Si tratta di un amore cieco, di un sacrificio che non è di alcun aiuto né per la persona verso cui è rivolto, né per sé stessi. La chiave invece è: rimango al mio posto e dal mio posto ti onoro. A te lascio il tuo destino e io vivo il mio. 

È soltanto nel profondo riconoscimento e rispetto del proprio posto e di quello degli altri membri che le relazioni nell’ambito della famiglia possono funzionare, essere sane e armoniose

L’ordine del dare e del prendere

Il terzo ordine dell’amore è l’ordine del dare e del prendere e riguarda lo scambio nelle nostre relazioni: nel momento in cui prendiamo o riceviamo qualcosa da qualcuno ci sentiamo obbligati a rendergli qualcosa dello stesso valore. 
Questo significa, a livello di coscienza, che ci sentiamo in qualche modo “in colpa” nei suoi confronti finché non gli abbiamo reso qualcosa di adeguato e abbiamo perciò compensato. Successivamente possiamo sentirci nei suoi confronti, di nuovo liberi. Di conseguenza quando qualcuno mi dà qualcosa e io ripago compensando del tutto la relazione finisce, come nel caso di una prestazione lavorativa. 

Le relazioni tra innamorati invece si discostano da questo automatismo. Ognuno dei due dà e desidera rendere all’altro non una quantità pari, ma qualcosa di più – perché sente amore. Il crescendo si verifica quando entrambi danno e prendono. 

Quando uno dei due inizia a dare e basta, senza prendere, l’altro se ne va, perché il primo si è messo in una posizione genitoriale.
Nella mia esperienza lavorativa uso un’immagine molto semplice per spiegare questo fatto e propongo alle persone semplicemente di immaginare due partner sulla stessa linea e nella linea sopra di immaginare i rispettivi genitori. Se uno dei due innamorati incomincia a dare all’altro senza aspettarsi niente dall’altro, in modo incondizionato, ogni volta che lo fa sale per così dire un pochino di più di livello. In quale linea si viene a trovare ora? In quella dei genitori! E che cosa fa il partner, nella linea sotto, quella dei partner, che ora ha un posto vuoto? Cerca di nuovo qualcuno, e quindi se ne va. Questo succede e amaramente chi ha dato tanto nella speranza di avere qualcosa in cambio si ritrova solo. 

Ricordo l’esempio di una persona a me molto cara. Si trattava di una coppia che aveva vissuto un primo amore adolescenziale e che si era ritrovata in giovinezza. Avevano coronato il loro sogno con il matrimonio. La coppia aveva iniziato la vita matrimoniale più che bene. Lei però, spinta dal fatto che lui aveva dovuto lasciare il luogo da cui proveniva, aveva incominciato a dare sempre di più, per compensare. Finché il dare incominciò ad essere incondizionato. Tanto per fare un esempio lei arrivava a casa alle otto di sera, per esigenze lavorative che non poteva declinare, mentre lui arrivava a casa nel pomeriggio. Comunque sia il marito non si preoccupava di aiutare in casa, se non minimamente; e a volte nemmeno quello. Cercando, come mi raccontò lei, di dare il buon esempio aumentò il suo contributo a dismisura nel tentativo di ricevere lo stesso. Il risultato fu che lui trovò purtroppo un’altra. 

Quindi teniamo bene a mente l’ordine del dare e del prendere e facciamone tesoro!

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